Oggo parliamo di “storia scuola primaria indicazioni nazionali 2025“.
Il D.M. n. 221 del 9 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 gennaio 2026, ridisegna in modo significativo l’insegnamento della storia nella scuola primaria. Non si tratta di una semplice revisione dei contenuti: il documento introduce un vero rinnovamento metodologico, con un’attenzione nuova alla dimensione narrativa, alla costruzione dell’identità nazionale e alle radici della cultura occidentale.
Per insegnanti, genitori e dirigenti scolastici è fondamentale capire cosa cambia, quando entra in vigore e come si articola il percorso classe per classe. Questa guida risponde a tutte queste domande.
Quando entrano in vigore le nuove Indicazioni Nazionali?
Le nuove Indicazioni Nazionali si applicano a partire dall’anno scolastico 2026/2027, partendo dalle classi prime. C’è però un dettaglio normativo rilevante da tenere a mente: per la disciplina storia, le classi terze adotteranno il nuovo programma in anticipo, già dall’anno scolastico 2027/2028, prima che le Indicazioni diventino operative per tutte le classi intermedie.
Questo anticipo non è casuale. Riflette l’importanza strategica che il documento attribuisce al passaggio dalla fase propedeutica allo studio sistematico del passato, che avviene proprio in terza.
Storia scuola primaria indicazioni nazionali 2025: La struttura del percorso: biennio e triennio
La scelta più rilevante delle nuove Indicazioni riguarda la distinzione netta tra i primi due anni e il triennio finale (classi 3, 4 e 5).
Nei primi due anni non si insegna “la storia vera e propria”. Si prepara il bambino alla comprensione del tempo storico: una fase propedeutica, ricca di significato, che costruisce le fondamenta cognitive e culturali necessarie per affrontare lo studio sistematico del passato.
Dal terzo anno, invece, inizia lo studio della storia nel senso pieno del termine: fatti, civiltà, processi, cronologie.
Classi prima e seconda: familiarizzazione e propedeutica
In questi due anni l’obiettivo non è trasmettere contenuti storici, ma orientare il bambino nella dimensione del tempo e dello spazio vissuto.
Strumenti e concetti da acquisire:
- Successione, contemporaneità, durata
- Tempo ciclico: giorno, settimana, mesi, stagioni
- Utilizzo della linea del tempo
Contenuti suggeriti dalle Indicazioni:
- La propria biografia personale e familiare
- La scoperta del territorio: uffici pubblici, monumenti, piazze
- Radici culturali occidentali: racconti semplificati tratti dalla Bibbia, dall’Iliade, dall’Odissea e dall’Eneide
- Identità nazionale: introduzione all’Italia attraverso la geografia, il Risorgimento (Mameli, l’inno nazionale) e la Resistenza (con figure come Anita Garibaldi o Salvo d’Acquisto)
- Cittadinanza: nozioni di base su Costituzione, diritti, elezioni e tasse
La scelta di introdurre già in prima e seconda i grandi racconti fondativi della cultura occidentale è uno degli elementi più innovativi del documento. Iliade, Odissea, Eneide ed episodi biblici non vengono proposti come testi letterari, ma come strumenti per costruire un senso di appartenenza culturale condivisa.
Classe terza: l’inizio della storia vera e propria
Dalla terza classe parte lo studio sistematico della storia dell’umanità. È un salto qualitativo importante, non solo quantitativo.
Obiettivi principali:
- Acquisire consapevolezza della profondità del tempo storico
- Familiarizzarsi con la vita pubblica italiana (principi della Costituzione, regole del governo locale e nazionale)
Contenuti:
- La comparsa dell’uomo sulla Terra
- Dall’età della pietra alla rivoluzione neolitica
- L’invenzione della scrittura: nascita, importanza e principali sistemi di scrittura
- Le prime civiltà dell’antichità nel Mediterraneo e nel Vicino Oriente
Classe quarta: il mondo greco e le origini di Roma
Il quarto anno approfondisce due dei pilastri della civiltà occidentale: la Grecia antica e Roma nelle sue origini.
Contenuti:
- La polis greca: Atene e Sparta, democrazia e oligarchia, lo scontro con l’Impero Persiano
- I Greci in Italia e i popoli italici
- Roma: le origini, la monarchia, la repubblica, le lotte sociali
- L’unificazione del Mediterraneo sotto Alessandro Magno
- La romanizzazione della penisola e la concessione della cittadinanza
- Aspetti culturali: religione greco-romana e struttura della famiglia romana
Un aspetto metodologico rilevante segnalato dalle Indicazioni stesse: storia greca e storia romana non vanno trattate come due capitoli separati e successivi. Le due civiltà sono storicamente intrecciate, e il percorso didattico dovrebbe rendere visibile questo legame.
Storia scuola primaria indicazioni nazionali 2025: Classe quinta.
L’Impero Romano e le radici del Medioevo
L’ultimo anno della scuola primaria porta gli alunni dall’apogeo dell’Impero Romano alle soglie del Medioevo.
Contenuti:
- La crisi della Repubblica e il passaggio all’Impero (da Ottaviano a Costantino)
- L’eredità di Roma: lingua latina, diritto, strutture urbanistiche
- Il Cristianesimo come religione universalista e la sua diffusione
- La crisi dell’Impero, le migrazioni dei popoli germanici e il crollo dell’Impero Romano d’Occidente
- I regni romano-barbarici, il monachesimo e l’importanza delle biblioteche
- Bisanzio (Costantinopoli) e la codificazione di Giustiniano
- L’espansione islamica
Il percorso si chiude su una soglia storica precisa: la fine del mondo antico e l’avvio del Medioevo. Un confine che le Indicazioni tracciano con cura, offrendo agli alunni di quinta una visione d’insieme della lunga durata della storia.
I traguardi di competenza al termine della quinta
Le nuove Indicazioni definiscono con precisione cosa deve saper fare uno studente al termine della scuola primaria in ambito storico. Non si tratta solo di contenuti memorizzati, ma di competenze operative.
Lo studente deve essere in grado di:
- Conoscenza storica. Conoscere i principali fatti, processi e personaggi storici, comprendendone il significato nel contesto storico.
- Collocazione temporale e spaziale. Collocare correttamente eventi, processi e personaggi nella giusta successione cronologica e nel relativo contesto geografico; riconoscere nel presente aspetti riconducibili al passato.
- Capacità di sintesi. Riassumere testi e narrazioni storiche individuandone i tratti essenziali e costruendo mappe concettuali.
- Comunicazione delle conoscenze. Esporre oralmente o per iscritto le conoscenze storiche acquisite in modo logico, coerente e con un linguaggio appropriato.
Questi traguardi segnalano un approccio orientato alla competenza reale, non alla semplice riproduzione di nozioni.
Cosa cambia rispetto al passato
Le Indicazioni del 2012 (D.M. n. 254) restano operative per le classi intermedie già avviate fino alla conclusione dei relativi corsi. Il passaggio al nuovo impianto è graduale, ma la direzione è chiara.
Rispetto al passato, le nuove Indicazioni:
- Rafforzano la dimensione narrativa dell’insegnamento storico
- Anticipano i grandi testi fondativi della cultura occidentale già nel primo biennio
- Introducono esplicitamente la storia dell’identità nazionale (Risorgimento, Resistenza) nelle classi prime e seconde
- Separano con nettezza la fase propedeutica (classi 1 e 2) dallo studio sistematico (classi 3, 4, 5)
- Richiedono un approccio interdisciplinare tra storia greca e storia romana in quarta
Risorse per insegnanti
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