San Martino, la Poesia di Carducci: Testo, Parafrasi e Leggenda per la Scuola Primaria

San Martino è la poesia di Giosuè Carducci che comincia con «La nebbia a gl’irti colli»: sedici versi che raccontano una giornata d’autunno in un piccolo paese di mare, tra la nebbia, il vino nuovo e il fuoco acceso nel camino. In questa pagina trovi il testo completo della poesia, la parafrasi strofa per strofa, una spiegazione adatta ai bambini della scuola primaria, la leggenda di San Martino e del mantello e una scheda da stampare in PDF per lavorare in classe intorno all’11 novembre.

Mare in tempesta sotto il maestrale

Guarda la poesia illustrata: San Martino di Carducci

Ascolta la poesia letta ad alta voce e segui le immagini strofa per strofa: la nebbia sui colli, il mare in tempesta, il borgo che profuma di vino nuovo e gli uccelli che volano nel cielo della sera. Il video è adatto da proiettare in classe sulla LIM.

San Martino: il testo della poesia

San Martino fa parte della raccolta Rime nuove di Giosuè Carducci. Ecco il testo completo, con la grafia originale del poeta.

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
su l’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.

Nei libri di scuola la poesia si trova spesso scritta con la grafia di oggi: «agli irti colli», «dei vini», «sui ceppi», «sull’uscio». Il significato non cambia.

Parafrasi della poesia San Martino

La parafrasi riscrive la poesia con parole semplici, nell’ordine in cui le diremmo parlando.

  • Prima strofa: la nebbia sale lentamente sulle colline ripide, mentre cade una pioggia sottile; sotto il vento di maestrale il mare è in tempesta, fa un gran rumore e si copre di schiuma bianca.
  • Seconda strofa: per le strade del paese, invece, l’odore forte del vino nuovo, che fermenta e ribolle nelle botti, mette allegria alle persone.
  • Terza strofa: nel camino lo spiedo gira sopra i pezzi di legno accesi e scoppietta; il cacciatore, fischiettando, sta sulla porta di casa a guardare…
  • Quarta strofa: …gli stormi di uccelli neri che, nel cielo rosso del tramonto, volano via come pensieri tristi e lontani.

Le parole difficili

  • irti: ripidi, pieni di sporgenze.
  • piovigginando: mentre cade una pioggia leggera.
  • maestrale: vento freddo che soffia da nord-ovest.
  • borgo: piccolo paese.
  • tini: grandi botti dove il mosto diventa vino.
  • ceppi: grossi pezzi di legno che bruciano nel camino.
  • rimirar: guardare a lungo, con attenzione.
  • esuli: lontani da casa, che non possono tornare.
  • vespero: la sera, quando il sole tramonta.

Spiegazione della poesia per bambini

La poesia è costruita su un contrasto tra fuori e dentro. Fuori dal paese il tempo è brutto: nebbia, pioggerella, vento e mare agitato. Dentro il borgo, invece, c’è un’atmosfera calda e allegra: in novembre si fa il vino nuovo e il suo profumo riempie le strade, nelle case il fuoco è acceso e la carne cuoce sullo spiedo.

Alla fine lo sguardo del cacciatore ci porta di nuovo fuori, verso il cielo della sera, dove passano gli uccelli che migrano. Il poeta li paragona a pensieri lontani e malinconici: dopo l’allegria, la poesia si chiude con un velo di tristezza.

Carducci ci fa vivere la scena con i cinque sensi:

  • vista: la nebbia, il mare che biancheggia, le nubi rossastre, gli uccelli neri;
  • udito: il mare che urla, lo spiedo che scoppietta, il cacciatore che fischia;
  • olfatto: l’odore aspro del vino;
  • tatto: l’umido della pioggia e il calore del fuoco.

Analisi del testo: strofe, versi e rime

  • Struttura: 4 strofe di 4 versi ciascuna (quartine), 16 versi in tutto.
  • Versi: sono settenari, cioè versi di sette sillabe. L’ultimo verso di ogni strofa è tronco: finisce con una sillaba accentata (mar, rallegrar, rimirar, migrar).
  • Rime: in ogni strofa rimano il secondo e il terzo verso (sale/maestrale, tini/vini, scoppiettando/fischiando, neri/pensieri), mentre tutte le strofe si chiudono con la stessa rima in -ar.
  • Similitudine: «stormi d’uccelli neri, com’esuli pensieri».
  • Personificazione: il mare «urla», come se fosse una persona.
  • Parole che imitano i suoni: «scoppiettando» fa quasi sentire il crepitio del fuoco.

Chi era Giosuè Carducci

Giosuè Carducci (1835-1907) è stato un poeta e professore italiano. Nacque a Valdicastello, in Toscana, e passò gran parte della vita a Bologna, dove insegnò letteratura all’università. Nel 1906 fu il primo italiano a ricevere il premio Nobel per la letteratura. Tra le sue poesie più lette a scuola, oltre a San Martino, ci sono Pianto antico e Davanti San Guido.

La leggenda di San Martino e del mantello

Martino nacque intorno al 316 in Pannonia, una regione dell’Impero romano che oggi corrisponde all’Ungheria, e da giovane divenne soldato. La leggenda racconta che in una fredda giornata d’autunno, vicino alla città di Amiens, in Francia, Martino stava andando a cavallo quando incontrò un povero che tremava di freddo. Martino non aveva altro da dargli: allora prese la spada, tagliò a metà il suo mantello e ne donò una parte al povero.

Quella notte Martino sognò Gesù avvolto nel mezzo mantello che aveva regalato. Dopo quel sogno lasciò l’esercito e dedicò la sua vita agli altri; più tardi divenne vescovo di Tours, in Francia. Si festeggia l’11 novembre, il giorno in cui fu sepolto.

L’estate di San Martino

Secondo la leggenda, subito dopo il dono del mantello le nuvole si aprirono e uscì un sole caldo, come d’estate, perché Martino e il povero non soffrissero il freddo. Per questo si chiama estate di San Martino il periodo di giornate tiepide e serene che spesso arriva in Italia proprio intorno all’11 novembre. Un proverbio dice: «L’estate di San Martino dura tre giorni e un pochinino».

Le tradizioni dell’11 novembre

  • Vino novello e castagne: nelle campagne San Martino è la festa del vino nuovo. Da qui il proverbio «A San Martino ogni mosto diventa vino», lo stesso vino che profuma il borgo nella poesia di Carducci.
  • Lanterne: in Germania e in alcune scuole italiane i bambini sfilano la sera con lanterne colorate fatte a mano.
  • Dolci: a Venezia si prepara un biscotto di pasta frolla a forma di San Martino a cavallo, decorato con glassa e caramelle.

Attività per San Martino a scuola

Classe prima e seconda

  • La leggenda in sequenze: raccontare la storia del mantello, riordinare le frasi e disegnare le quattro scene (le trovi nella scheda da stampare).
  • Il mantello da condividere: tagliare a metà un mantello di carta e parlare di che cosa vuol dire donare qualcosa di proprio.

Classe terza

  • Memorizzare la poesia: impararla una strofa alla volta, con un gesto per ogni immagine (la nebbia che sale, il mare che urla, lo spiedo che gira).
  • Illustrare la poesia: dividere il foglio in fuori e dentro il borgo e disegnare le due atmosfere.

Classe quarta e quinta

  • Parafrasi e analisi: riscrivere la poesia con parole proprie, contare le sillabe dei settenari e cercare le rime.
  • La poesia dei cinque sensi: scrivere una breve poesia sull’autunno nel proprio paese, con un verso per ogni senso.
  • Collegamento con la grammatica: fare l’analisi grammaticale dei primi quattro versi.

Altre ricorrenze da preparare in classe sono nel calendario delle giornate celebrative, come la Giornata dei diritti dei bambini del 20 novembre.

Scheda da stampare: San Martino

La scheda in PDF ha sette pagine: dopo la copertina trovi la poesia con le parole difficili, una pagina intera per disegnarla, gli esercizi di comprensione (parole e significati, i cinque sensi, domande sul testo, le rime), la leggenda del mantello con le sequenze da riordinare e quattro grandi riquadri per disegnare la storia. Scarica la scheda di San Martino in PDF.

Mappa concettuale da scaricare

Tutto quello che c’è da sapere sulla poesia e sulla festa di San Martino in una sola pagina: la struttura della poesia, che cosa racconta, i sensi, la leggenda e le tradizioni. Scarica la mappa concettuale in PDF.

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